martedì 13 marzo 2012

Miky Arison: Costa Crociere non si tocca!

Da La Repubblica Genova vorrei riportare i contenuti dell'intervista rilasciata da Miky Arison al Miami Herald. "Ci sarà da soffrire, e parecchio, lascia intendere Micky Arison, presidente e proprietario del gruppo Carnival, leader al mondo nel business delle crociere, a cui fa capo anche il marchio Costa. Arison ha scelto il giornale della sua città, Miami, per la sua prima intervista dopo la tragedia della "Costa Concordia", affondata il 13 gennaio davanti all'Isola del Giglio. Nei giorni precedenti, il gruppo aveva reso noto i conti del primo trimestre fiscale. E Arison affida al "Miami Herald" il suo pensiero sulla vicenda, confermando la fiducia nel leader di Costa, Pierluigi Foschi, e nel suo team. Arison replica con chiarezza anche alle accuse di chi gli ha contestato la sua "assenza" dalla scena mediatica, proprio quando uno dei suoi marchi di punta veniva travolto dalla bufera conseguente al naufragio. Ma andiamo con ordine. I conti. Carnival ha chiuso il primo trimestre in rosso, con una perdita di 139 milioni di dollari e questo, ovviamente, finirà per riflettersi sull'andamento dell'intero esercizio. In coincidenza con l'annuncio dei numeri del primo trimestre, infatti, Carnival rivede al ribasso le stime per tutto il 2012. A fine esercizio, comunque, ci sarà ancora un utile (fra gli 1,40 e gli 1,70 dollari per azione), in netta contrazione rispetto al 2011, quando gli utili erano di 2,42 dollari del 2011. Unica nota positiva, i ricavi del trimestre, chiuso il 29 febbraio, aumentati del 4,8% a 3,58 miliardi di dollari. La squadra. "Fiducia riconfermata nel presidente Pierluigi Foschi e nel suo team" spiega Arison al Miami Herald. Si continua quindi con la stessa squadra che ha fatto salire così in alto la Costa, prima della vertiginosa caduta della Concordia. Analogo discorso per il marchio, che è uno dei principali protagonisti della scena mondiale. "La società è forte e resistente e continueremo a lavorare in questo periodo difficile. Abbiamo fiducia nel fatto che riusciremo a riguadagnare la fiducia nel marchio Costa e nella reputazione che la squadra manageriale ha costruito per la società che ha profonde radici in Italia". Le prenotazioni sulle navi Costa, subito dopo l'incidente, sono crollate, ma nel medio periodo si confida in una ripresa. L'incidente. "Lavoriamo senza sosta per capire cosaè andato malee per assicurarci che questo non accada mai più" spiega Arison, che annuncia anche che il gruppo ha avviato una revisione per capire cosa è accaduto e per verificare le procedure di sicurezza e di risposta alle emergenze. "Siamo molto rattristati per quello che è accaduto, una tragedia che ci ferisce tantissimo, ma vogliamo ribadire che è stato un incidente - continua il presidente - Abbiamo più di cento navi e abbiamo sempre fratto, e continueremo a fare il massimo per mantenere gli standard di sicurezza al più alto livello possibile". I silenzi. Inevitabile anche un chiarimento sull'assenza dalla scena, per tutto questo tempo, di Arison. Unica apparizione pubblica, quella per seguire i suoi Miami Heats (la squadra di baket Nba di cui è proprietario). "Non ritenevo necessario andare sotto i riflettori" spiega in sintesi Arison. Il futuro della flotta. Tutti i piani di sviluppo vengono confermati. Per la Concordia, invece, è stata dichiarata la "perdita totale". L'Allegra, invece, dopo l'incendio in sala macchine e il suo rimorchio alle Seychelles, sembra destinata a concludere la sua carriera per Costa e, quasi sicuramente, non tornerà più in servizio."

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